Importazione e diffusione di piante non indigene in Italia

dettaglio di una magnolia in fioritura, pianta d'importazone in italia

“Devo potare la mia magnolia di 300 anni”. “Nel mio paese c’è un cedro di 500 anni”. Sono frasi che può capitare di sentir dire da alcune persone, affascinate e fuorviate dalla dimensione e dalla maestosità di alcune piante. Tuttavia, sentire certe affermazioni ci fa un po’ sorridere, dato che conoscere almeno in parte la storia dell’importazione e della diffusione di piante che non sono indigene in Italia e in Europa permetterebbe di evitare certi errori.

Si pensi ad esempio alla magnolia: il suo arrivo in Italia è registrato nel 1786, in Toscana solo un anno dopo. È dunque impossibile avere una magnolia di 300 anni in giardino, così com’è impossibile avere in paese un cedro di 500 anni, quando il primo cedro è arrivato in Italia circa 230 anni fa.

Abbiamo quindi raccolto informazioni su una parte delle specie che adornano i nostri giardini, pubblici e privati, che riportiamo qui sotto, sperando che vi possa incuriosire e possa essere occasione per imparare qualcosa di nuovo.

acero negundo
Acero Negundo

Originario dell’America Settentrionale (Virginia)

Conquista l’Europa tramite l’Inghilterra nel 1688; le prime notizie Toscane risalgono al 1793, nel Giardino Botanico di Pisa.

Ippocastano
Ippocastano

Originario della Penisola Balcanica e del Caucaso.

La sua grande diffusione è dovuta ai francesi: importato da Bachelier nel 1615, fu moltiplicato e diffuso in tutta Europa.

Curiosità

Arriva a Costantinopoli nel 1540, poi a Padova nel 1557, anche se a Firenze una testimonianza di Giovanni Baubino ne individuerebbe un esemplare già grande nel 1569; entro fine secolo raggiunge poi l’orto botanico di Pisa.

Ailanto
Ailanto, albero del paradiso

Originario della Cina.

Padre Incarville spedì i semi in Inghilterra nel 1751. Qui fu coltivato e poi diffuso in Europa: in Italia arriva a Padova del 1760, in Toscana nel giardino del museo di storia naturale di Firenze nel 1784. Nel 1786, nel giardino di Mounier a Parigi, era già presente un grande esemplare.

Curiosità

Le api producono un apprezzato miele monflora: miele di ailanto. In Cina è stato lungamente coltivato per l’allevamento del bombice dell’Ailanto, falena che produce una particolare seta.

Auraucaria, pino del cile, pino del paranà
Araucaria, Pino del Cile

Originario delle Ande Cilene e Argentine. Ha avuto una forte diffusione negli anni ’60 e ’70, limitata poi dal blocco delle importazioni e delle commercializzazioni (in quanto specie protetta) e dalle dimensioni ingombranti degli adulti.

Curiosità

Anche detto “Albero della scimmia” e “Pino del Paranà”. Gli indios Araucani ne utilizzavano i semi come cibo e anche il legname.

Libocedro

Originario dell’Oregon e della California, fu introdotto in Inghilterra da John Tradescan nel 1853. In Italia la presenza è segnalata a partire almeno dal 1875.

Curiosità

Il suo legno è uno dei principali materiali utilizzati per la produzione di matite, facile da temperare.

catalpa
Catalpa, Albero dei Sigari

Originario della Carolina e del Mississipi. Gatesby ne spedì i semi in Inghilterra nel 1726. Appare nel catalogo dell’orto dell’ospedale di S.M. Nuova a Firenze nel 1780.

Curiosità

Ne è stata selezionata una varietà nominata Catambra®, pubblicizzata come efficace repellente per le zanzare.

cedro dell'atlante
Cedro dell'Atlante

Dal Nord Africa fu importato in Innghilterra nel 1839 da Sènèclause. Arriva in Italia tre anni dopo, nel 1842.

Curiosità

Secondo alcuni il botanico francese Bernard de Jussieu l’avrebbe già piantato da noi nel 1733.

Cedro dell'Himalaya

Originario del versante Occidentale dell’Himalaya

Arriva in Europa via Inghilterra nel 1822 importato da W. L. Melville. Il primo in Italia si registra a Padova nel 1828.

Cedro del Libano
Cedro del Libano

Originario del Libano. Nel 1638 viene messo a dimora il primo esemplare europeo nel giardino di Chelsea; nel 1734 Jussieu ne porta un esemplare all’orto botanico di Parigi; nel 1787 arriva all’Orto Botanico di Pisa.

Curiosità

Il legno era conosciuto per le sue qualità fin dall’antichità, molto prima che fossero importate le piante in Europa.

Albero della Canfora
Albero della Canfora, Canforo

Nel 1688 arriva ad Amsterdam dal Sud-est Asiatico, ma la prima fioritura si ebbe all’orto botanico di Berlino nel 1749. In Italia in primi esemplari giunsero intorno al 1782 nei giardini della Reggia di Caserta, nel Parco di Capodimonte a Napoli e nelle Isole Borromee. Grazie ad Antonio Targioni Tozzetti, comparve nell’Orto dei semplici a Firenze nel 1835.

Curiosità

Albero che può diventare millenario, usato per l’ottenimento della canfora per distillazione in corrente di vapore a partire dal legno, opportunamente triturato.

cipresso
Cipresso

Importato dai Fenici e dagli Etruschi nel Mediterraneo occidentale. La sua diffusione è dovuta soprattutto agli antichi romani prima di Catone (230 a.C. circa).

Curiosità

Considerata specie relitta, rappresentate della flora europea prima delle glaciazioni.

caco americano dettaglio
Caco Americano

Originario dell’America Settentrionale, il Diosprys Virginiano arriva in Europa in Inghilterra nel 1629. Raggiunge la Toscana nel 1793.

Curiosità

Inizialmente importato solo come portainnesto del più famoso Diosprys kaki. Ritenuto fossile vivente: ritrovamenti fossili nelle rocce del miocene e cretaceo in Alaska e Nebraska.

eucalipto
Eucalipto

Fu il comandante Cook nel 1770, accompagnato da un esperto botanico, Sir Joseph Banks, a scoprire la pianta australiana e le sue proprietà curative decidendo di trasportarla al di fuori del continente e diffonderla nel resto del mondo. L’eucalipto è stato introdotto in Italia dai padri trappisti dell’Abbazia delle Tre Fontane nel 1870 per sconfiggere la malaria.

Curiosità

Essendo dotati di un apparato radicale notevole e in grado di assorbire notevoli quantità d’acqua, questi alberi sono stati utilizzati nel corso delle bonifiche di aree paludose come quella dell’Agro Pontino.

Ginko

In Europa, dalla riscoperta di questa specie in Cina, ci fu una vera e propria corsa per averlo: arriva prima all’orto botanico di Utrecht in Olanda intorno al 1730, dove fu piantato da Kaempfer. Poco dopo, l’orto botanico di Parigi pagò l’enorme somma di 40 scudi per il suo esemplare. In Gran Bretagna arriva nel 1762. La prima pianta in Italia arriva all’orto botanico di Padova nel 1750, pianta tutt’ora vivente ed in ottima salute. Nel 1787 arriva poi a Pisa.

Curiosità

Ha molti nomi: ginko, albero dei 40 scudi, albero di capelvenere, albero dei ventagli. Si tratta di una Gimnosperma considerata fossile vivente. La fecondazione dell’ovulo avviene direttamente nei semi una volta caduti a terra; il frutto emana un odore rancido, per cui come pianta ornamentale vengono usati solo i maschi. Il nome Ginkgo deriva da un errore di trascrizione del naturalista Engelbert Kaempfer: il nome sarebbe dovuto essere Ginkyo, pronuncia del nome giapponese. L’errore fu poi mantenuto da Linneo.

Gledizia
Gleditzia, Spino di Giuda

Proveniente dalla Virginia, Carolina, Louisiana, arriva nel 1700 in Inghilterra, portata dal vescovo di Compton. Nell’orto botanico di Firenze è presente dal 1736 la varietà priva di spine; l’altra compare sul calaogo nel 1780.

Curiosità

Questa specie presenta due varietà che si differenziano per la presenza o assenza di spine: quest’ultima cultivar è denominata “inermis”o Gleditzia a Foglie Dorate.

noce nero
Noce nero, Juglans Nigra

Originario della Virginia, arriva in Inghilterra nel 1629. In Toscana non si ha una data sicura: le prime notizie certe riguardano i cataloghi dell’orto botanico di Firenze (1782) e dell’Ospedale di Santa Maria Nuova (1789), sempre a Firenze.

Curiosità

Il noce nero produce juglone con le radici, il quale per allelopatia, risulta tossico per altre specie di piante e non ne permette la crescita nei pressi dell’albero di noce.

Ormai possiamo dire che molte di queste piante di importazione si sono ben integrate con le altre specie autoctone e inoltre, nella maggior parte dei casi, si tratta di alberi inseriti in contesti urbani, come nei viali o in giardini privati. Crescono perciò controllati e non si comportano in modo invasivo.

condividi questo contenuto

ti potrebbe interessare

28 Febbraio 2024

28 Febbraio 2024