Convegno AIPV 2026: Tradizione a futuro secondo Sinergia Verde

Il Consorzio Sinergia Verde è stato invitato al convegno organizzato da AIPV a Pistoia, dedicato al tema “Le sfide future di una professione con origini millenarie: il giardiniere”.
L’intervento di Federico Brenzini ha offerto una riflessione profonda sulla figura del giardiniere e sulle sfide che attendono questa professione nei contesti futuri, sempre più complessi e interconnessi.

Un dialogo tra professionisti del verde

Dopo i ringraziamenti ai promotori e ai partecipanti, tra cui Tesi Vivai, Matilde D’Oriano, Arianna Mattana, Margrit Frievogel, Anna Piussi, Philip Adiutori, Ivo Matteuzzi e Alessandro Merlo dell’Università di Firenze, Brenzini ha ricordato i tanti progetti nati dal confronto tra giardinieri, paesaggisti e architetti.
Tra le esperienze citate, anche la partecipazione di Sinergia Verde nel 2023 a un viaggio formativo presso l’Università delle Arti dell’Avana, grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Architettura di Firenze.

La sinergia come strumento di crescita

Le immagini mostrate durante l’intervento hanno raccontato i risultati di queste collaborazioni: giardini e spazi verdi nati dall’unione di competenze, esperienze e visioni.
Secondo Brenzini, il giardiniere moderno è un professionista che deve saper dialogare con agronomi, arboricoltori, forestali e paesaggisti. La sinergia tra questi mestieri rappresenta la chiave per affrontare le nuove esigenze ambientali, tecnologiche e sociali.

Un mestiere antico che diventa professione

Sinergia Verde nasce da un gruppo di artigiani del verde che hanno saputo evolvere in un contesto sempre più normato, fondando il Consorzio come modello di sicurezza, formazione e innovazione tecnica.
In quindici anni di attività, il Consorzio ha costruito una rete di imprese e professionisti in grado di lavorare nel rispetto delle norme e dell’ambiente, proiettando nel futuro una figura antica come quella del giardiniere

Esperienza, cultura e sostenibilità

Come ha sottolineato Brenzini, “la cultura è la curiosità che muove il mondo”.
Il giardiniere contemporaneo deve unire esperienza e innovazione, integrando tecniche sostenibili, conoscenza dei materiali e dialogo costruttivo con progettisti e committenti.
Solo così l’idea progettuale può trasformarsi in realtà, dando vita a un giardino che non è solo spazio estetico, ma sintesi viva di saperi, storia e rispetto per la natura.

Verso un futuro condiviso

La riflessione si è conclusa con un invito alla collaborazione: architetti, giardinieri e progettisti devono continuare a costruire reti e condividere esperienze per affrontare le sfide comuni.
Solo una rete attiva e consapevole potrà garantire un futuro sostenibile e innovativo alla professione del giardiniere, custode e interprete di un equilibrio sempre più fragile tra uomo e ambiente.

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