Valutazione di stabilità alberi

Qualora si vogliano ottenere delle informazioni sulla stabilità di un albero, si può ricorrere a diversi
test strumentali, tra cui la prova di trazione.

In parole povere consiste nell’esercitare una trazione laterale all’albero oggetto di studio, con
l’ausilio di un argano e di apposite funi, al fine di simulare l’azione del vento. Questa trazione sarà
applicata ad un’altezza ed in un punto della pianta scelti con una logica ben precisa, in funzione
della struttura, ovvero dell’architettura dell’albero. Durante l’esecuzione di questa trazione e quindi
all’aumentare della forza esercitata sull’albero, vari sensori collegati ad un computer permettono
all’operatore di monitorare, tramite un apposito software, le reazioni ed i movimenti della pianta e
della zolla. Gli stessi sensori permettono anche di rilevare i dati necessari per svolgerne in seguito
lo studio, che permetterà all’operatore di trarre le dovute conclusioni ed esprimere un giudizio di
stabilità.

I sensori che si utilizzano sono di tre tipi:

1) Cella di carico: posta a collegamento tra il fascione con cui si lega l’albero per tirarlo e la fune
con cui lo si tira, in prossimità del punto in cui l’albero viene legato. Rileva il carico, ovvero la
forza, con cui la pianta viene tirata.

2) Inclinometro: posto al colletto (la base) della pianta, rileva i movimenti della zolla della pianta
sottoposta a trazione. Se ne usano 4 intorno al colletto, a 90° l’uno dall’altro.

3) Estensimetro: posto sul tronco ad una certa altezza, rileva l’estensione e/o la compressione del
legno del fusto. Se ne usano 2: uno sul lato del tronco in tensione, l’altro sul lato del tronco in
compressione.

Quando questi parametri raggiungono una soglia prefissata il test si interrompe, poiché si sono
raccolti i dati necessari per formulare un giudizio di stabilità e non si vuole compromettere la
resistenza meccanica dell’albero. La prova siffatta fornisce infatti informazioni come, ad esempio,
“comportamento meccanico” nei punti di misura e “assetto statico” di zolla e tronco, che starà poi
all’operatore controllare e analizzare al fine di individuare eventuali criticità.