Potatura castagni

I castagneti sono una coltura da frutto, che, come tutte le altre, (pescheti, meleti, uliveti ecc.) hanno bisogno di manutenzione e rinnovo per mantenerle produttive. Una gestione ben programmata e ben eseguita può portare “buoni frutti” e far passare in secondo piano le spese affrontate.
In questa sede ci concentreremo sulla potatura tralasciando, anche se ugualmente importante, la cura del sottobosco.

Il periodo indicato per la potatura castagni va da fine novembre a fine marzo,

a seconda dell’ubicazione del castagneto e dell’andamento stagionale, questo periodo può perciò estendersi di qualche settimana.

Gli obbiettivi principali da ottenere con la potatura degli alberi da frutta sono l’omogenea esposizione al sole di tutti i rami e l’incentivazione della propensione alla fioritura, e quindi della fruttificazione, piuttosto che della vegetazione, cioè della crescita.

Nel caso del castagno, a causa dell’onerosità della potatura nella filiera di produzione, in genere le piante vengono abbandonate per diversi anni tra un intervento ed il successivo.

Al momento della potatura quindi ci troviamo davanti a chiome irregolari con parti morenti o secche a causa delle malattie o alla carenza di luce. Il lavoro di potatura diventa quello di eliminare le parti secche o di scarso vigore alleggerendo la pianta e aumentando l’irraggiamento solare all’interno della chioma, asportare le parti interessate da malattie, lesioni o fratture.

Quando interveniamo su un castagneto dobbiamo valutare anche le interferenze fra i singoli individui, ridurre la chioma ad un albero vuol dire dare più luce a quelli vicini, più un albero sarà a valle meno dovrò abbassarlo e viceversa.

Non di rado i castagni che incontriamo sono vetusti esemplari di altezze importanti, con annessi i comuni disseccamenti delle parti distali, in questo caso i tagli che verranno effettuati saranno di una certa rilevanza in quanto anticipiamo quello che la pianta farà, cioè una lenta regressione.

Inoltre in questo caso, l’ombreggiamento vicendevole tra le piante sarà diventato importante, tale da innescare quel processo di concorrenza che si manifesta nel bosco, dove gli alberi si spingono sempre più verso l’alto a discapito della fioritura. Le piante magari sono belle, ma non particolarmente produttive, perché molte delle energie sono spese per crescere e la situazione non può che aggravarsi, perché allo stesso tempo la vegetazione delle piante diventa senescente, sempre meno vigorosa. A questo punto o li trattiamo come alberi ornamentali facendo passare in secondo piano la produzione, oppure occorre prendere la gravosa decisione di intervenire più energicamente sugli alberi, dando così luce e ringiovanendo la vegetazione.

Sarebbe auspicabile far seguire ad interventi del genere delle potature più ravvicinate nel tempo, per poter via via, con interventi più veloci, selezionare la nuova vegetazione, contenere le piante e non dover sempre rincominciare da capo.

Noi interveniamo in treeclimbing perché è il metodo più efficiente per raggiungere qualsiasi parte dei castagni e qualsiasi parte del castagneto, il tutto in sicurezza.

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