Il cipresso: da simbolo della morte a simbolo dell’amore

In questo momento particolare, proviamo a fare una riflessione che sembra essere abbastanza calzante per il periodo.
Partendo dal mito di Ciparisso, raccontato molto bene da Ovidio nella Metamorfosi, proviamo a spostare un significato simbolico di un albero molto caro alla Toscana ed alla cultura italiana.

Il simbolismo degli alberi è un tema ricorrente in molti ambiti. Il compito di un arboricoltore potrebbe essere anche quello di conoscere i simboli classici attribuiti agli alberi dalla tradizione, per poi provare a dare il giusto valore al simbolo che ogni persona potrebbe attribuire all’albero del proprio giardino.

Il cipresso rappresenta da sempre il culto dei morti, la loro solenne presenza racchiude i nostri cimiteri come sentinelle dell’eterno riposo. L’origine del nome viene da Ciparisso, un giovane di eccezionale bellezza favorito dal Dio del Sole Apollo.
Apollo gli aveva insegnato l’arte della musica, l’arte del tiro con l’arco e gli aveva dato la cura e la custodia di un animale sacro: un cervo di immensa bellezza che non aveva pari al mondo. Ciparisso trascorreva le giornate nei boschi con lo splendido animale dalle corna d’oro massiccio, adornato con una collana di rubini, un finimento di cuoio con fibbie d’argento. Passeggiava con il cervo e giovani fanciulle lo nutrivano con ciuffi di erba e fiori profumati.

Ditemi se queste immagini non ricordano sentimenti legati alla bellezza e all’amore? Continuiamo con il mito.Fino ad ora pare un vero e proprio amore tra i due, dettato anche dal valore dato dall’ufficialità del compito impartito dal grande Dio Apollo, come potrebbe fare un padre con un figlio.

Un giorno durante una cavalcata in groppa al suo cervo dentro ad un folto bosco; a Ciparisso gli venne voglia di cacciare tortore e gazze che aveva visto durante la passeggiata. Lasciò il cervo a brucare e s’inoltrò nel bosco con arco e frecce, seguendo una volpe che era riuscita a scappare al lungo inseguimento. Ogni rumore era un avvertimento per Ciparisso, che all’ennesimo fruscioproveniente da un cespuglio, gli fece scoccare il suo infallibile dardo sicuro di aver colpito la volpe. Un profondo e straziante bramito del suo amato cervo gli fece capire di aver commesso un tremendo errore.
La sua fatale freccia aveva colpito cuore il cervo che morì poco dopo tra le braccia di Ciparisso.
Apollo aveva visto la scena dall’alto e scese per chiedere quale fosse stato il motivo del tragico incidente. Ciparisso distrutto dalla morte del cervo non voleva e non riusciva più a smettere di piangere. Le lacrime erano l’unica cosa che riusciva ad alleviare il suo dolore, per cui passava le giornate vagando in preda al pianto disperato. Apollo dispiaciuto per lo strazio, scese a trovare Ciparisso che seduto piangeva nel bosco.
Gli chiese come avrebbe potuto lenire tutto quel dolore. Ciparisso voleva solo poter piangere tutta la vita accanto al suo cervo.
Apollo impose le mani sulla fronte del disperato e in breve tempo trasforma il corpo del principe in una folta chioma di aghi scuri ed i piedi indurendosi si conficcarono nel terreno come solide e profonde radici.
Nasceva in quell’istante il Cipresso.

Dopo questo racconto proviamo a spostare l’attenzione verso il profondo senso d’amore che legava i due protagonisti. La trasformazione si potrebbe anche considerare avvenuta per AMORE. Come si può negare che voler vegliare per l’infinità ciò che in vita era un profondo legame non sia amore?
Per questo mi permetto di aggiungere un significato al simbolismo del Cipresso.
Spero che ogni volta che un cipresso solitario ci apparirà alla vista sul colmo di una collina, possa farci pensare alla bellezza ed all’importanza della vita legata a sentimenti d’amore e non solo alla veglia dei defunti.