Abbattere per sostituire, spesso la giusta soluzione

E’ sempre un dispiacere veder abbattere un albero: in un attimo cambia il paesaggio al quale eravamo abituati e la nostra memoria di esso.

Ci sono tuttavia delle situazioni nelle quali l’abbattimento si rivela necessario, se non indispensabile, soprattutto laddove la convivenza con l’uomo porterebbe ad avere dei rischi elevati per quest’ultimo. Questo succede in particolare quando gli alberi sono stati trattati in modo non corretto nel corso della loro vita: parliamo di potature eccessive, scavi fatti attorno alle radici con conseguente danneggiamento di queste (ad esempio per lavori di rifacimento del manto stradale) e, ancor prima, a causa della scelta di specie non adatte al contesto nelle quali vengono inserite.

Spesso nelle nostre città assistiamo a lavori nelle strade o nelle piazze dove vengono fatti scavi vicini alle piante, oppure si cambiano i livelli del terreno e gli alberi esistenti vengono lasciati in piedi perché la cittadinanza si oppone al loro abbattimento anche davanti alla prospettiva di nuove piantagioni. Indubbiamente è bello vedere questo attaccamento agli alberi da parte dei cittadini, ma forse non sempre ci interroghiamo su quale sia realmente la soluzione migliore. Ovviamente è auspicabile che, dove si possano mantenere gli alberi già esistenti, anche in prossimità di un cantiere, ciò venga fatto prendendo tutte le precauzioni del caso.

Spesso però le piante che si vanno a sostituire hanno subìto danni alle radici per colpa di vecchi lavori stradali o sono state già capitozzate, quindi, in sostanza, andremmo ad abbattere e sostituire piante gravemente danneggiate e che hanno di conseguenza poche aspettative di vita.

Una cosa fondamentale è ripiantare alberi ben formati e della specie adatta al contesto nel quale vengono inseriti. Troppo spesso purtroppo vediamo nuovi impianti fatti con alberi già compromessi nel vivaio, alberi già “potati” in maniera sbagliata o già troppo grandi (il che non è un bene, poiché presentano un apparato radicale compromesso: le loro radici che dovrebbero estendersi per qualche metro sono invece avviluppate nei vasi, oppure sono state recise per realizzare la zolla che entri nel vaso).

Conviene quindi piantare alberi piuttosto piccoli e ben formati, se seguiamo questa strada  difficilmente dovremo tornare a intervenire, a parte per rimuovere il secco negli anni o correggere qualche difetto. Altro punto fondamentale: se non si prepara bene il suolo, scavando una buca consona alla piantagione, difficilmente questa attecchirà a dovere. Se non vengono seguite queste piccole regole avremo solo buttato via tempo e soldi pubblici.

Il rinnovamento in questo caso non deve dunque farci paura, sebbene viviamo nella società del tutto e subito. La natura ha i suoi tempi e noi non dobbiamo fare altro che seguirli, non dobbiamo esitare a muoverci per un domani migliore, anche se noi forse ne godremo solo in parte.