10 Dic La bellezza di arrivare secondi

Nel mese di febbraio 2016 un giovane neo consorziato, Niccolò, ai tempi laureando in Scienze Forestali e Ambientali, ci parlò della possibilità di andare a misurare le celebri douglasie della particella 90 della Riserva Naturale Statale Biogenetica di Vallombrosa, ritenute da alcuni esperti (con buone probabilità) gli alberi più alti d’Italia.

Elettrizzati dall’idea, abbiamo esortato Niccolò a prendere contatti con l’UTB di Vallombrosa (Corpo Forestale dello Stato) ed a curare gli aspetti burocratici, così da poter fare le misurazioni il prima possibile. Prendendo contatti con l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Vallombrosa (CFS), abbiamo avuto un riscontro estremamente positivo: oltre all’entusiasmo per il progetto, ci veniva chiesto di integrare le misurazioni delle altezze con misurazioni della circonferenza del fusto delle piante a più altezze, dando anche un maggior valore scientifico alla nostra avventura.

Interpellato chi di dovere e messa in moto la macchina, il tempo passava ma non si vedevano sviluppi. Rimaneva il fatto che avremmo misurato le piante, ma non sapevamo quando. Nel frattempo, in questo “viaggio”, abbiamo coinvolto anche i nostri amici, nonché colleghi, Giorgio Fiori e Umberto Gandolfi, che hanno contribuito a rinnovare l’entusiasmo assopito dai tempi d’attesa.

Nel mese di agosto, il sottoscritto incappa per caso in un articolo di Superalberi: avevano fatto un tour d’Italia andando a misurare le piante più alte, incluse le douglasie di Vallombrosa.

Sono rimasto di sasso: erano mesi che stavamo dietro a questa idea, e quando sembrava che iniziasse a muoversi qualcosa con le autorizzazioni – taaac! – , qualcuno ci aveva preceduto! Ho telefonato agli altri per avvisarli e per chiedere (un po’ atterrito) se avesse senso continuare col progetto: addio scoop, addio all’esaltazione di essere i primi…

Parlandone, abbiamo deciso di andare comunque avanti: al di là dei dati che avremmo raccolto sulle altezze (che si sono rivelati comunque simili a quelli di Superalberi), il CFS ci chiedeva anche varie circonferenze delle douglasie e di ripetere le misurazioni anche sulle piante di un’altra particella della Riserva. Ed al di là del valore scientifico della nostra spedizione, nessuno ci avrebbe comunque potuto togliere il divertimento di passare 3 giorni insieme e la soddisfazione di salire su delle piante alte anche più di 60 metri! Del resto, la gioia di un alpinista che conquista una vetta è indipendente dal fatto che quella vetta sia già stata conquistata e da quante persone lo abbiano fatto prima di lui.

E così è andata… tra “lavoro”, amicizia e divertimento!

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